
Buon Natale!!!
La Festa del Natale!
Babbo Natale!!!

San Nicola di Bari
San Nicola di Bari, noto anche come San Nicola di Myra, San Nicolao, San Nicolò, è stato un vescovo romano del IV secolo, venerato come santo della chiesa cattolica, della chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane. In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia ed in alcune parti d’Italia e della Francia) viene ancora rappresentato con abiti vescovili.
Odino
🕯 Il sant'uomo ed il demone 🕯

I Babbi Natale islandesi

L'Albero di Natale

L’origine dell’Albero di Natale, presente in moltissime case nel periodo natalizio, affonda le sue radici nella cultura celtica. L’abete è una pianta sempreverde e per i druidi, gli antichi sacerdoti dei celti, era considerato simbolo di vita e lo onorovano in varie cerimonie. Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli abeti venivano tagliati e addobbati con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti voitivi, per propiziarsi il favore degli spiriti.
Ma l’Albero di Natale, così come lo conosciamo noi, fu introdotto in Germania nel 1611 dalla Duchessa di Brieg. Un angolo di una delle sale del suo castello già adornato per il Natale, era rimasto completamente vuoto, allora ordinò che un abete del giardino venisse trapiantato in un vaso e portato in quella sala, per riempire l’angolo.
Il Natale

Il giorno di Natale si celebra la nascita di Gesù Cristo, colui che sarebbe stato poi identificato da buona parte degli appartenenti alla religione ebraica come il Messia prefetizzato dalle Sacre Scritture.
Il Natale è la festività più importante dell’anno per la cultura occidentale. È un giorno festivo in molti paesi, celebrato religiosamente dalla maggioranza dei cristiani, e costituisce una parte integrante delle festività natalizie organizzate attorno ad esso. I cristiani iniziarono a festeggiare il giorno del Natale solo intorno al IV secolo d.C., riallacciandosi a tradizioni e festività già esistenti e caricandole di un messaggio completamente nuovo.
Origini
Oltre a quelle religiose, il Natale ha, quindi, anche origini pagane e laiche. Le più significative sono quelle legate al solstizio invernale, il giorno più corto dell’anno che i Celti festeggiavano (erroneamente) il 25 dicembre.
I romani invece, nei giorni appena precedenti al Natale, erano soliti a festeggiare i Saturnali, dedicati all’insediamento nel tempio di Saturno, il dio dell’agricoltura, per augurare un periodo di pace e prosperità. Era usanza a scambiarsi doni.
Anche le usanze moderne popolari della festa includono l’offerta di regali. Poiché, le offerte di regali e molti altri aspetti della festa comportano un’intensiva attività economica, il periodo è diventato, oggi, un evento significativo sul piano economico e commerciale. Per l’esposizione e la vendita in tema sono immancabili la Vetrina Natalizia ed il Mercatino di Natale.
La Natività di Cristo
La tradizionale narrazione natalizia raccontata nel Nuovo Testamento, conosciuta come la Natività di Cristo, disse che Gesù nacque a Betleemme, secondo le profezie messianiche. Quando Giuseppe e Maria giunsero in città, la locanda non aveva posto e così fu loro offerta una stalla dove presto nacque Gesù Bambino, con un angelo che annunciava questa notizia ai pastori che poi spargevano la voce.
La prima menzione certa della Natività di Cristo con la data del 25 dicembre risale al 336 e la si riscontra nel Chronographus, redatto intorno alla metà del IV secolo dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo.
Natale nel mondo
Natale al nord

- Innanzi tutto, la casa di Babbo Natale si trova a Rovaniemi, in Lapponia. Una tradizione iniziata nel Medioevo, che viene rispettata anche oggi, è la Dichiarazione Natalizia di Pace, inaugurata nell’antica capitale finlandese Turku, dal barbuto Joulipukki (Babbo Natale) in persona, che dà il via ai festeggiamenti, sfilando per le strade, tra le ghirlande illuminate. Il 24 dicembre, giorno della Vigilia di Natale, la dichiarazione viene pronunciata dal sindaco di molte città, ma la più famosa è quella di Turku, l’unica ad essere trasmessa in diretta televisiva, e che è databile sin dal XIII secolo.
- I finlandesi, come in molti paesi scandinavi, addobbano l’albero il 23 dicembre, il giorno della “piccola vigilia” e festeggiano il Natale nel giorno 24. È tradizione fare la sauna con tutta la famiglia e andare a trovare i propri defunti al cimitero, pranzare con i parenti e aspettare che Babbo Natale bussi alla porta, interroghi i bambini per sapere se sono stati buoni e distribuisca i regali.
- In Norvegia, il paese dei fiordi, a bussare alla porta è il Julebukk, un paesano travestito con una maschera da capra e mantello di pelliccia, in modo da rendersi irriconoscibile, che vaga di casa in casa intonando canti di Natale in cambio di dolcetti.
- In Svezia, invece, le celebrazioni natalizie iniziano il 13 dicembre, giorno dedicato a Santo Lucia e durante le feste la tradizione vuole che le figlie primogenite si vestano da Lussebruden (sposa Lucia) con un lungo abito bianco cinto da una fusciacca rossa, indossando sul capo una corona di ramoscello di mirtillo rosso intrecciati con delle candeline accese. Oggi si usano le candeline elettriche, decisamente più sicure.
- In Gran Bretagna, la sera della vigilia si accende il tradizionale Ceppo di Natale. Dovrà durare il più a lungo possibile e una parte sarà conservata e usata per riaccendere il ceppo dell’anno seguente.
- Anche i lèttoni amano chiudere l’anno buttandosi alle spalle le sfortune passate. Per farlo trasportano di casa in casa uno speciale ceppo natalizio che ha la funzione di “raccogliere” i problemi e le cose brutte dell’anno appena trascorso. Una volta terminato il giro, il ceppo viene bruciato, per simbolizzare la distruzione del male passato e dare il benvenuto alla luce e alle nuove opportunità.
Natale in Giappone
- Il Natale in Giappone non è festa nazionale e quindi le scuole e gli uffici sono generalmente aperti. Il periodo natalizio è però abbastanza sentito dalla popolazione giapponese, anche se in modo differente rispetto all’occidente. Il Natale è visto dai giapponesi come un periodo di felicità diffusa pittosto che una celebrazione religiosa (in realtà sempre meno sentita anche da noi).
- Il 24 dicembre è considerata una festa per gli innamorati e per le famiglie con bambini piccoli. Le coppie vanno a cena fuori, soprattutto al ristorante italiano o francese, ma c’è anche un altro modo di festeggiarlo, ossia andando a magiare pollo fritto! È un’abitudine cosi diffusa (grazie a una geniale campagna pubblicitaria degli anni ’70 della catena di fast-food, KFC) che è stato istituito un servizio di consegna a domicilio prenotabile mesi prima, il Xmas Family Bucket. Oltre al pollo fritto, un altro cibo tipico di natale è la Christmas Cake, ossia una semplice torta di pan di spagna con panna montata e decorata con fragole e immagini di Babbo Natale. Inoltre anche in Giappone è tradizione scambiarsi un regalo, ma solo tra gli innamorati.
Natale al sud

- E come tutti ben sappiamo, non c’è Natale senza Albero di Natale, cioè l’abete, albero tipico dei paesi freddi, nordici. Quindi come festeggiano il Natale nei paesi caldi, come quelli del sud America?
- Il Natale in Argentina (e anche in Brasile) non è solo privo della neve, ma anche del simbolo natalizio per eccelenza: l’abete! Infatti, in questo paese non cresce. Per questo, a Natale, le famiglie argentine addobbano le palme o ricorrono ad alberi di Natale artificiali. Il 6 gennaio, per gli argentini, rimane comunque un giorno speciale da celebrare con un dolce speciale, la Rosea de los Reye, un ciambellone all’interno del quale vengono nascoste uova sode e piccole bambolline. I bambini lasciavano le scarpe fuori dalla porta con un catino pieno d’acqua e un pò di biada per i cavalli. Al loro risveglio, i ragazzi avrebbero trovato i doni. Adesso, però, anche in Argentina i doni vengono scambiati il giorno di Natale.
- Il Brasile è un crocevia di culture e influenze culturali dal mondo, prime su tutte quelle africane. In Brasile, infatti, si seguono molti culti religiosi che mescolando le tradizioni cristiane dei santi con gli spiriti delle religioni africane e questo miscuglio, spesso, dà origine a riti assai particolari.
- Ma il natale più folcloristico è quello organizzato a Gramado (nella Serra Gaúcha) che prende il nome di Natal Luz e dura dal 18 dicembre all’11 gennaio. Quest’anno va in scena la 38° edizione del Natal Luz. Durante questo periodo, le strade della città si riempiono di decorazioni natalizie e danno spazio a esibizioni corali, concerti di luci e altre attrazioni. È il più grande evento natalizio del mondo ed è stato riconosciuto come Patrimonio Storico-Culturale del Rio Grande del Sud.
- Sempre a Gramado si svolge l’annuale raduno di tutti i Babbi Natale del Sud America, vestiti esattamente come da tradizione, nonostante la temperatura altissima!
- Anche in Messico, i bambini ricevono doni per il 6 gennaio, non il 25 dicembre. Ma non per questo il loro natale è meno divertente. Il giorno di Natale, viene organizzato un popolare gioco, la “piñata” molto simile al nostro gioco della “pignatta”. Una delle tipiche tradizioni messicane del periodo natalizio è rappresentata dalle posadas, che hanno luogo nei novo giorni precedenti al natale, tra il 16 ed il 24 dicembre. Si tratta di rappresentazioni della ricerca di un alloggio da parte di Maria e Giuseppe, prima della nascita di Gesù (il termine posadas significa locanda). Le posadas si concludono con delle mangiate e con, come detto prima, la rottua delle “piñatas” (brocche riempite con dolciumi), da parte dei bambini.
Natale ortodosso

Il Natale ortodosso (alcuni paesi dell’est) celebra la nascita di Gesù, figlio di Dio e della Vergine Maria e viene festeggiato, anziché il 25 di dicembre, il 7 gennaio. Questo è dovuto al fatto che la Chiesa Ortodossa continua ad utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano. Secondo la tradizione, il Natale ortodosso viene preceduto da un lungo periodo di digiuno e preghiera che dura addirittura 40 giorni. Il diugiuno non è totale, si può mangiare il pesce, il mercoledì ed il venerdì.
In diversi paesi dell’est la vigilia di Natale i bambini vanno di casa in casa intonando canzoni natalizie in cambio di dolcetti, frutta e canditi. Purtroppo queste tradizioni, col passare del tempo, si usano sempre meno.
Natale ebreo
Gli ebrei invece festeggiano il Hanukkah, che dura 8 giorni e quest’anno inizia la vigilia del 25 dicembre e termina il 2 gennaio. Hanukkah è chiamata popolarmente “Festa delle luci” o “Festa dei lumi” perché nella spiegazione dei rabbini è la luce “il simbolo fondamentale della festa“. La luce divina che ha accompagnato il popolo ebraico nel corso della sua storia. Secondo i Maestri, periodicamente ricompare la luce nascosta e Hanukkah è uno di questi momenti. Compito di tutti noi è coglierla, e se possibile aumentare la luce. Il termine “Hanukkah”, trascritto anche come “Chanukkah”, ecc, significa, alla lettera, “inaugurazione” o “dedica“.

Il Presepe
Il primo presepe, nel senso moderno del termine, è quello inscenato da San Francesco d’Assisi, durante il giorno di Natale del 1223, nel piccolo paese di Greccio (vicino a Rieti). Nel 1220, San Francesco, aveva compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare i luoghi della nascita di Gesù Cristo, ed era rimasto talmente colpito da Betlemme che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poter uscire dal convento di Greccio per inscenare la rappresentazione della natività.


Il Portale delle curiosità di Cristina G.H.
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